mercoledì 16 febbraio 2011

Storia d'altri tempi

Lei la maggiore di tredici fratelli, proveniente da una famiglia semplice, o meglio, povera. Lui il ricco del paese, figlio dell'ostetrica, gente a cui portare rispetto. L'amore però, lo sappiamo, non conosce ragioni, non conosce ceti sociali e scocca anche quando c'è chi non lo vuole. Si incontravano di nascosto, mentre lei andava a fare legna seguita dai fratellini, o mentre si recava a lavare i panni alla fontana. L'incrociare gli sguardi, mentre dall'alto del palco, lui, con il suo ciuffo bianco, recitava la parte durante la commedia teatrale, già sembrava di trasgredire le regole... cercavano di obbedire a chi non voleva che si amassero, ma non è stato possibile. Il loro amore era troppo forte e così 59 anni fa si sono detti sì, in una piccolissima chiesetta, con una decina di persone ad accompagnarli (" Cosa vuoi amore, ci è andata bene, pensa che al funerale di Gesù erano ancora meno"), il viaggio di nozze compiuto in giornata, la fuga dal paese dopo pochi anni per incominciare da capo, insieme, forti della loro unione, consapevoli di potercela fare, perchè l'amore era al primo posto.
Oggi, sono per noi esempio di vita e quando guardo i miei nonni, mi dico che faccio bene a credere nell'amore, perchè se ci credi esiste.

3 commenti:

  1. Questi si che sono esempi! Bisogna credere nell'amore .. insegnamolo ai nostri figli :)
    ciao
    Maè

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